Ci sono rumori che servono a depistare e silenzi che servono per occultare. Forse è giunto il momento di rompere il silenzio atomico che ci sta avvolgendo, in una progressione concitata ma inesorabile. Forse è l’ora di iniziare a discernere quello che veramente si cela nel frastuono apparente delle notizie rapsodiche ed epilettiche che ci arrivano (o meglio, che ci fanno arrivare) da Fukushima. E soprattutto da quelle che dietro la favoletta mediatica dell’“agire maldestro”, e degli “errori umani”, non ci fanno arrivare.
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Poveri? Ma che ricchi, anzi ricchissimi
Sono stato a Milano presso la fiera di “Fai la cosa giusta”, conoscevo questo evento di nome. Ho girato per gli stand dove si promuovevano prodotti biologici, applicazioni di buon senso e stili di vita coincidenti con la filosofia della decrescita felice. C’erano numerosi produttori di formaggi, salumi, pane, ortaggi, case editrici, alcune tecnologie utili, associazioni, comitati, gruppi di acquisto solidale etc.
Tokyo: Fukushima sarà smantellata. Mare radioattivo 4385 volte la norma
La centrale nucleare di Fukushima sarà smantellata. È la rassicurazione del premier giapponese, Naoto Kan, data nel corso di un incontro con i vertici del partito Comunista nipponico, in base a quanto riporta l’agenzia Kyodo. Un tasso di iodio radioattivo ben 4.385 volte superiore al limite legale è stato intanto registrato in mare, a 300 metri a sud dalla centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal sisma dell’11 marzo e dal successivo tsunami. Lo ha reso noto la Tepco, la società che gestisce la centrale.
Islanda: una rivoluzione nel cuore dell’Europa
Recentemente ci hanno sorpreso i fatti della Tunisia che sono sfociati nella fuga del tiranno Ben Alí, tanto democratico per l’Occidente fino all’altroieri e allievo esemplare del FMI. Tuttavia, un’altra· “rivoluzione” in atto da due anni è stata opportunamente censurata dai mezzi di comunicazione al servizio delle plutocrazie europee.
Fukushima sta per esplodere? Lo scenario da ‘giorno del giudizio’
Sebbene il governo giapponese e i media stiano facendo ogni sforzo per minimizzare il disastro nucleare, nell’impianto di Fukushima la probabilità di un altro incendio, un’altra esplosione mostruosa o una fusione del nocciolo aumenta di giorno in giorno. Il danneggiamento della centrale sta progredendo, esponendo così la salute di decine di migliaia di persone a un rischio incalcolabile.
Gioia e condivisione
Ogni buon intenditore di cose di casa sa che a tempi precisi bisogna dare una lucidata agli oggetti di valore che si hanno in casa. Oro e argento abbisognano di manutenzione per essere tirati a lucido. E’ un po’ quello che mi prefiggo di fare ritornando alle origini del movimento cristiano, per tentare di risvegliare una certa lucentezza che con duemila anni di storia si è offuscata abbastanza.
Petrolio, cambiamo di nuovo vita
MDF Milano invita allo spettacolo teatrale "Petrolio, cambiamo di nuovo vita",
presso il Cineteatro Edi del Centro Sociale Barrio’s via Barona, angolo Boffalora, Milano
venerdi 1 aprile 2011, ore 21:00/23:00
Da un soggetto di Gabriele Porrati
Con: Gabriele Porrati (monologhi), Paolo Ciccone, Angela Giassi, Gian Maria Franzin (pianoforte)
Edilizia e decrescita
Conservare, limitare, non disperdere. La decrescita richiede leggerezza, trasparenza, bassa impronta ecologica; invece edificare esige peso, solidità e consumo di materia.
Fabbrichiamo edifici per ricevere ospitalità e ricovero, per offrire benessere all’abitante e soddisfare i bisogni collettivi. Ma oggi l’edilizia è diventata l’attività umana a più alto impatto ambientale, responsabile del consumo di risorse naturali e della produzione di rifiuti e gas, il principale settore industriale nei paesi ad “economia avanzata”.
Clima impazzito, catastrofi continue: Sos dalle assicurazioni
Che il 2010 non fosse stato uno degli anni migliori per il clima lo si poteva immaginare, ma che a darci questa certezza e a collegare questo fatto con disastri naturali di vario genere sarebbe stata una compagnia assicurativa non ce lo saremmo mai aspettato. La logica è semplice, dal 1980 – anno in cui si è cominciato a tenere questi dati – le compagnie assicurative si sono trovate progressivamente sempre più esposte ai rimborsi conseguenti a disastri naturali o ad altre calamità riconducibili ai cambiamenti climatici.

