Le risorse non sono eterne: l´antidoto alla produzione illimitata è la decrescita sostenibile.
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Killer Jeans: la sabbiatura del denim uccide
La Clean Clothes Campaign (CCC) è nata nel 1989 per migliorare le condizioni delle persone impiegate nel settore tessile e dell’abbigliamento a livello globale. Il suo obiettivo è quello di far rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori attraverso la sensibilizzazione e la mobilitazione dei consumatori, la pressione sulle imprese e i governi. Le sue campagne sono molte.
Suite sinfonica “La decrescita”
Da oggi è possibile acquistare i cd della suite sinfonica “La Decrescita. Per un Nuovo Rinascimento”.
La RAI denuncia: i paradisi fiscali e società off-shore dietro la ditta eolica di Giuggianello (LE)
Dopo Rai1, con Tv7, ora anche i giornalisti d’inchiesta di Rai3 tornano con rivelazioni scabrose ed inquietanti sul vergognoso caso nazionale che sta facendo tremare l’intera Regione Puglia, quello della folle ubicazione di tre mega impianti eolici adiacenti in progetto sulla mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”, nel cuore dell’entroterra di Otranto, città patrimonio UNESCO del’umanità, nei feudi contermini di Giuggianello (con ben 14 torri aerogeneratrici), Palmariggi e Minervino di Lecce, per un totale di ben 20 mega torri in tutto, ed un im
Le malattie del progresso
Si è svolto a Genova il Seminario “Le malattie del progresso” organizzato da MDF Genova. Di seguito la relazione del dr. Claudio Culotta, medico della ASL 3.
La definizione corrente di salute non è una definizione “in positivo”, non indica qualcosa che nella salute è presente: certi “funzionamenti”, capacità, opportunità effettive, che sono importanti per le persone.
Al contrario indica qualcosa che nella salute è assente: salute come assenza di malattia.
Di fronte alla malattia cosa si può fare?
Benessere senza crescita: strategie per la nuova era
Fra quarant’anni, secondo le previsioni dell’Onu, il mondo sarà abitato da 9 miliardi di persone: potrebbero raggiungere lo standard di benessere garantito dai livelli Ocse solo se il volume dell’economia planetaria fosse 15 volte quello attuale, cioè 75 volte quello del 1950. E se poi allunghiamo la proiezione fino alla fine di questo secolo, la popolazione mondiale avrebbe bisogno di una crescita economica pari a 40 volte l’attuale, cioè un volume 200 volte superiore a quello del 1950. Fantascienza? Ovviamente.
Gli scontri del 14 dicembre e l’altra Italia
Poteva essere una giornata che avrebbe cambiato la storia di un Paese. Invece quelli che lo avevano sperato sono stati definiti “ingenui”. Il Governo si è salvato per tre voti, e la campagna acquisti ha funzionato per un pelo. Poco prima delle 14.00 di ieri la Camera ha approvato la fiducia al Governo con 314 voti favorevoli e 311 contrari. Nelle strade delle città italiane piene dalla mattina di giovani, lavoratori, immigrati, cittadini esausti, la marcia verso una possibile svolta è diventata protesta accesa. A Roma gli scontri più violenti.
L’andare lento
Spunti da un dossier della rivista “Diogene”
La propaganda economica
La propaganda economica non conosce soste, un giorno cresce il Pil, il giorno successivo aumentano i consumi, un altro la fiducia dei mercati e un altro ancora si pubblica la percentuale di mutui non pagati del 2007, di prima della crisi, come se fossero attuali. Le balle economiche sono assolutamente bipartisan, sia sui giornali debenedettiani che in quelli di osservanza berlusconiana e confindustriale, con la copertura quotidiana dell’artiglieria pesante delle televisioni di Raiset. Il cittadino si sente in colpa, è lui che è disoccupato, non l’economia che va a picco.

