Fra quarant’anni, secondo le previsioni dell’Onu, il mondo sarà abitato da 9 miliardi di persone: potrebbero raggiungere lo standard di benessere garantito dai livelli Ocse solo se il volume dell’economia planetaria fosse 15 volte quello attuale, cioè 75 volte quello del 1950. E se poi allunghiamo la proiezione fino alla fine di questo secolo, la popolazione mondiale avrebbe bisogno di una crescita economica pari a 40 volte l’attuale, cioè un volume 200 volte superiore a quello del 1950. Fantascienza? Ovviamente.
Gruppo Comunicazione MDF
- Alimentazione e Agricoltura
- Ambiente e Clima
- Attività Associative
- Autoproduzione e Saper Fare
- Beni comuni
- Bike Tour
- Cultura
- Economia
- Energia e Risparmio Energetico
- Femminismo ed Intersezionalità
- La Voce di MDF
- MDF International
- Mobilità e trasporti
- newsletter
- Non violenza e diritti umani
- Politica e partecipazione
- Rete di Reti
- Salute
- Scuola
- Stili di vita
- Studiare la Decrescita
FILTRO CATEGORIE
- Alimentazione e Agricoltura
- Ambiente e Clima
- Attività Associative
- Autoproduzione e Saper Fare
- Beni comuni
- Bike Tour
- Cultura
- Economia
- Energia e Risparmio Energetico
- Femminismo ed Intersezionalità
- La Voce di MDF
- MDF International
- Mobilità e trasporti
- newsletter
- Non violenza e diritti umani
- Politica e partecipazione
- Rete di Reti
- Salute
- Scuola
- Stili di vita
- Studiare la Decrescita
Gli scontri del 14 dicembre e l’altra Italia
Poteva essere una giornata che avrebbe cambiato la storia di un Paese. Invece quelli che lo avevano sperato sono stati definiti “ingenui”. Il Governo si è salvato per tre voti, e la campagna acquisti ha funzionato per un pelo. Poco prima delle 14.00 di ieri la Camera ha approvato la fiducia al Governo con 314 voti favorevoli e 311 contrari. Nelle strade delle città italiane piene dalla mattina di giovani, lavoratori, immigrati, cittadini esausti, la marcia verso una possibile svolta è diventata protesta accesa. A Roma gli scontri più violenti.
L’andare lento
Spunti da un dossier della rivista “Diogene”
La propaganda economica
La propaganda economica non conosce soste, un giorno cresce il Pil, il giorno successivo aumentano i consumi, un altro la fiducia dei mercati e un altro ancora si pubblica la percentuale di mutui non pagati del 2007, di prima della crisi, come se fossero attuali. Le balle economiche sono assolutamente bipartisan, sia sui giornali debenedettiani che in quelli di osservanza berlusconiana e confindustriale, con la copertura quotidiana dell’artiglieria pesante delle televisioni di Raiset. Il cittadino si sente in colpa, è lui che è disoccupato, non l’economia che va a picco.
Dopo la trasmissione di report di ieri sera
Finalmente in tv, grazie ad un ottimo reportage di Michele Buono e Piero Riccardi, sono stati esposti diversi temi a noi particolarmente a cuore. Un esposizione chiara ed organica per far cominciare a comprendere che l’alternativa c’è e va intrapresa al più presto.
Eccovi il link se vi siete persi la puntata di ieri sera:
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-d34b9d93-2ee7-4728-bde2-9e8c1358254a.html
Italia, spesa militare record: oltre 20 miliardi di euro
L’Italia è ko, ma non c’è crisi che possa frenare la spesa militare: sfiora i 20 miliardi e mezzo di euro lo stanziamento per la difesa nel 2011, un aumento secco di 130 milioni rispetto all’anno in corso, pari all’1,28% del Pil.
Consumatori difettosi
Un’automobile che viaggia. A bordo c’è solo il tachimetro che segna la velocità, e basta. Niente spie del carburante, dell’olio, nessun indicatore per segnalare una gomma bucata, un guasto del motore, uno sportello chiuso male. I passeggeri a bordo sono soddisfatti quando la velocità aumenta ma nessuno saprà mai che il viaggio finirà perché il carburante sarà esaurito o il motore si sarà fuso senza più olio. La nostra società viaggia allo stesso modo. Il Pil, il prodotto interno lordo, è l’unico indicatore che gli stati utilizzano per la contabilità nazionale.
Chi resiste al peccato dei rifiuti
Va sostenuto il movimento che nel Napoletano denuncia i traffici di rifiuti tossici e si batte per la raccolta differenziata contro la logica degli inceneritori e delle discariche. C’è in gioco la salute. Anche delle generazioni future.
È incredibile vedere Napoli, una città così bella, di nuovo sommersa dai rifiuti. Mi sento di affermare che oggi Napoli è in stato di peccato mortale. Avevo già detto questo di Nairobi, capitale del Kenya, dove 3 dei 4 milioni di abitanti sono costretti a vivere in baracche, disseminate su 2,5% del territorio cittadino.
Verso un nuovo soggetto politico: UNITI e DIVERSI
Nel seminario di Torino del 16 ottobre, e nei due successivi appuntamenti operativi di Genova (29/10) e Roma (21/11), si è ampliato ed arricchito il documento da presentare all’Assemblea Nazionale a Bologna il prossimo 18 dicembre.
Pur essendo imperniata su analisi e proposte fondanti per i soggetti che hanno già intrapreso un percorso comune, si tratta chiaramente di una piattaforma aperta alla partecipazione di tutti coloro che condividono l’urgenza di giungere alla nascita di un nuovo soggetto politico indipendente dai partiti.

