Alla stazione quando chiedi per la centrale, la evocano con misura, distanza, quasi paura. Da queste parti lo chiamano mostro, l’impianto che ha smesso la sua attività nel 1978, dopo 33 anni è ancora lì ad agitare paure e timori della popolazione, nonostante le precauzioni di chi la gestisce. E’ chiusa, ma aumentano i costi di gestione, prelevati dalle tasche dei cittadini. Siamo a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, ai confini con il Lazio.
Economia
In questa sezione del sito sono raccolti articoli relativi ad economia e decrescita. In modo particolare oltre a seguire il dibattito economico a livello nazionale e internazionale sono presenti ache articoli di economia solidale, finanza etica, lavoro e occupazione.
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Le banche mettono le mani sull’acqua
"Chiare, fresche, dolci acque. E redditizie"
Il mondo della finanza, istituti di credito in testa, non si lascerà sfuggire l’occasione d’oro offerta dal governo, che ha dato vita ad una privatizzazione forzata del comparto idrico. Che dovrà concludersi entro il 2015.
Blueconomy, l’Italia è prima per servizi ambientali forniti dal mare
Gli ecosistemi marini non sono preziosi solo a livello naturalistico o paesaggistico, hanno anche un valore economico: nove miliardi di euro. Ecco quanto vale il patrimonio italiano, più di un terzo della ricchezza prodotta dai servizi ambientali che il mar Mediterraneo fornisce a Paesi come Grecia e Spagna.
Altro che Bin Laden, ora Obama pensa al debito
Non appena si è diffusa la notizia dell’uccisione di Osama bin Laden, i prezzi dei titoli di Stato Usa a 10 anni sono crollati, spingendo molto in alto i rendimenti (cioè gli interessi che il governo degli Stati Uniti paga a chi compra i suoi titoli di Stato). Venuta meno la minaccia terroristica (ma sarà vero?), anche la domanda di prodotti finanziari “sicuri” diminuisce. Ma quello che è avvenuto è in realtà la spia di problemi strutturali.
L’inarrestabile corsa del petrolio: superati i 120 dollari al barile
Brutte notizie per i fautori delle energie non rinnovabili. Dopo il disastro di Fukushima, che ha dimostrato una volta di più l’estrema pericolosità del nucleare, arriva un’altra mazzata: il petrolio sale a 120 dollari al barile. Sono livelli che non si vedevano dai primi mesi del 2008, prima della crisi economica che ha colpito il mondo intero. Una crisi causata, secondo molti, proprio dall’improvviso innalzamento del prezzo del petrolio, e “servita” a riportare il prezzo del greggio a prezzi “accettabili”, sotto i 60 dollari al barile.
Clima impazzito, catastrofi continue: Sos dalle assicurazioni
Che il 2010 non fosse stato uno degli anni migliori per il clima lo si poteva immaginare, ma che a darci questa certezza e a collegare questo fatto con disastri naturali di vario genere sarebbe stata una compagnia assicurativa non ce lo saremmo mai aspettato. La logica è semplice, dal 1980 – anno in cui si è cominciato a tenere questi dati – le compagnie assicurative si sono trovate progressivamente sempre più esposte ai rimborsi conseguenti a disastri naturali o ad altre calamità riconducibili ai cambiamenti climatici.
Prezzi alimentari alle stelle, a febbraio un’impennata
I prezzi delle derrate alimentari mondiali hanno subìto nel mese di febbraio una vera e propria impennata. Lo ha reso noto la Fao, secondo la quale fra le molteplici cause spicca ancora una volta la speculazione internazionale. Come già due anni fa, centrale in questo processo è l’accoppiata cibo-petrolio.
Petrolio, il prezzo dei carburanti supera il record storico
I prezzi al consumo di benzina e gasolio sono saliti repentinamente nelle ultime ore fino a toccare gli 1,61 euro al litro (per la benzina) in Campania e superando così il ‘record storico’ registrato nell’estate 2008, poco prima della crisi finanziaria.
Q8, Esso, Shell, Tamoil, Eni, i principali distributori di carburante hanno applicato aumenti nelle ultime ore che oscillano tra gli 0,5 e gli 1 centesimi per litro, con prezzi che variano dagli 1,553 euro/litro agli 1,611 euro/litro per la benzina e dagli 1,453 euro/litro agli 1,483 euro/litro per il diesel.
Ecuador, Chevron condannata. Ma la multa da 7 miliardi potrebbe non essere pagata
La multinazionale americana potrebbe infatti evitare la pena. Un Trattato bilaterale tra gli Usa e l’Ecuador firmato nei primi anni ’90 sancì che Chevron sarebbe stata libera da ogni obbligo, nel caso avesse riempito almeno un terzo delle “piscine” costruite per contenere gli scarti dell’estrazione petrolifera

