Germania, si calcolano i costi dello switch off. E anche la Svizzera chiude con il nucleare

In Germania c’è chi già presenta il conto al governo di Angela Merkel per la controversa scelta di abbandonare l’energia nucleare entro il 2022: 18 miliardi di euro. A tanto ammonterà infatti il costo dello smantellamento dei 17 reattori della Repubblica federale. Intanto in Svizzera il Consiglio degli Stati, il Senato della Confederazione, ha approvato la decisione del governo di abbandonare progressivamente l’energia atomica entro il 2034.

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Marea Nera: per il Dipartimento degli Interni americano, Bp è responsabile del disastro

Le società petrolifere Bp, Transocean e Halliburton sono responsabili dell’incidente del 20 aprile 2010 presso la piattaforma Deepwater Horizon, in cui persero la vita 11 uomini ed altri 16 rimasero feriti. Un’esplosione che, per i successivi 87 giorni, portò quasi 5 milioni di barili di petrolio a riversarsi nelle acque del Golfo del Messico.

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Nucleare: otto centrali francesi a rischio

L’incidente avvenuto qualche giorno fa a Marcoule ha risvegliato i timori della popolazione francese e non circa i rischi legati all’atomo. In quel caso le autorità hanno immediatamente escluso la possibilità di una fuga radioattiva. Eppure, a pochi giorni dall’esplosione avvenuta nel sud della Francia, i dossier messi a punto dall’ASN e resi noti oggi da Le Journal du Dimanche rivelano che la sicurezza nucleare è ancora un miraggio.

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Fukushima. Un fondo per risarcire le vittime, dopo la carne test sul riso

Dopo l’ennesimo record del livello di radiazioni registrato nei pressi della centrale di Fukushima Daiichi e a poco meno di cinque mesi dal disastro nucleare peggiore degli ultimi 25 anni dopo Chernobyl, il Giappone approva un piano per ‘risarcire’ le vittime dell’incidente atomico seguito al terremoto-tsunami dell’11 marzo scorso. Il piano è stato appena approvato dal Parlamento giapponese e prevede l’istituzione di un fondo per pagare i danni che gli abitanti dei territori adiacenti alla centrale di Fukushima Daiichi hanno subìto negli ultimi mesi.

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Il flop del nucleare francese. Tra aumento dei costi e ritardi

Gli insuccessi collezionati da Edf a Flamanville, in Bassa Normandia, non sono più un segreto. Il colosso dell’energia ha infatti ammesso pubblicamente gli enormi aumenti dei costi e dei ritardi accumulati nella costruzione dei suoi European pressurised reactor (Epr) presso la nuova centrale francese. Che, stando alle ultime previsioni, aprirà nel 2016 invece che nel 2012, ed avrà un costo totale di 6 miliardi di euro: quasi il doppio dei 3.3 miliardi previsti in origine.

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