No, non è una battuta sui sacchetti multicolori. Ma un dubbio amaro che viene guardando le foto della rivolta napoletana di stanotte. De Magistris si è insediato da appena una settimana, e la città è percorsa da una rivolta come mai si era verificato negli anni scorsi. Ma non avevano votato ieri per De Magistris con percentuali bulgare? Ora gli stessi si rivoltano contro di lui, senza neanche dargli il tempo di attaccare il cappotto? Non solo. Nelle foto si vede gente a volto coperto (mascherine anti miasmi, si come no) che sbandiera tutta contenta sopra mucchi di monnezza.
Politica e partecipazione
Grandi cambiamenti avverranno solo quando il pensiero della decrescita riuscirà a determinare una rivoluzione culturale in grado di contaminare la sfera politica! Per questo elaboriamo proposte politiche utili a riorientare gli obiettivi di tutti i partiti, oggi unicamente protesi a perseguire la crescita economica. Elaboriamo proposte attuabili a tutti i livelli, con particolare attenzione a quelle implementabili dal basso, dal nostro impegno di cittadini, specie nei piccoli comuni.
- Alimentazione e Agricoltura
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Castelli scarica la Tav: è tardi, forse può saltare tutto
Aria di fallimento per la Torino-Lione?
Val di Susa, presidio No Tav “Siamo pronti a resistere”
Cresce lo stato di allerta presso la “Libera Repubblica della Maddalena”, il sito di Chiomonte, in Val di Susa, dove i No-Tav sono pronti a fare resistenza passiva in caso di intervento delle forze dell’ordine. In mattinata sopra il presidio giravano alcuni elicotteri della polizia per filmare la zona, e si temono i primi sgomberi da parte della polizia già nel corso della prossima notte. In caso di allarme, i valsusini contano di mobilitare migliaia di persone nell’arco di pochi minuti.
Referendum, ecco ora che cosa cambia
Tra rimedi e scappatoie: legge sull’acqua e prescrizione breve
E adesso che i referendum sono passati, cosa cambia davvero? Le reazioni a catena dei quattro sì anticipano qualcosa di nuovo sul futuro dell’Italia. E del governo: a partire dal suo primo ministro.
Non c’è più il legittimo impedimento
NoTAV: una strana felicità assediata
Sergio Berardo, voce e anima dei Lou Dalfin, è felice. Sorseggia l’ultimo bicchiere dopo il concerto che ha osato offrire il 10 giugno alla Libera Repubblica della Maddalena, il sito di Chiomonte in valle di Susa dove i No-Tav si attrezzano per resistere in caso di attacco da parte degli agenti antisommossa. Roccaforte? No: sembra il villaggio di Asterix. Si respira la stessa atmosfera gioiosa del G8 di Genova prima del fatale venerdì: centinaia di persone, giovani e famiglie. Tendopoli, letizia, piacere di esserci, orgoglio. Cucine da campo, birra, pizze, chitarre. Umanità.
Referendum, attenti al quorum. Per il sì servono 25.332.487 voti
Prendete tutti i 900 mila elettori che hanno votato Pisapia, Fassino, Zedda e De Magistris. Moltiplicateli per 27: ecco sono tutti quelli che il 12 e 13 giugno dovranno andare a votare per ottenere il quorum ai referendum. Cinque volte i telespettatori che giovedì hanno visto Annozero. Ottantamila volte il numero dei deputati che sostiene la maggioranza di centrodestra. Altro che i trenta Responsabili, qui ci vuole mezza Italia che abbia voglia di democrazia.
Referendum, ora l’obiettivo è superare il ‘quorum’
A una settimana e poco più dal voto, e con la certezza finalmente di poter votare anche sul nucleare, oltre che sull’acqua e sul legittimo impedimento, si moltiplicano le iniziative dei comitati e dei cittadini per promuovere i referendum. Adesso l’ostacolo principale rimasto da superare è il raggiungimento del quorum.
Si vota anche sul nucleare!
Una sentenza che spazza via le velleità del Governo e fa esultare cittadini e comitati referendari. Intorno alle 12 di questa mattina la Cassazione ha deciso che il referendum sul nucleare si farà. Cambierà il quesito, andranno sostituite le schede, ma resterà intatto il suo valore: i cittadini potranno esprimere la loro opinione vincolante sulla reintroduzione di centrali nucleare nel nostro paese.
Germania: addio al nucleare irreversibile!
Sancito l’abbandono al nucleare nel Paese economicamente più rilevante d’Europa, dopo un consiglio che ha visto partecipare tutte le forze politiche. Attualmente ricopre il 22% dell’offerta energetica. Si punta tutto sulle rinnovabili
La Germania sarà la prima potenza industriale a rinunciare completamente all’atomo, che attualmente copre il 22% del suo fabbisogno energetico.

