Un appello alla mobilitazione permanente, dopo una prima prova di forza. A giorni potrebbero cominciare i nuovi sondaggi geognostici in Val di Susa, nella borgata La Maddalena di Chiomonte, e il popolo dei No Tav torna in strada con una marcia che da Rivalta arriva a Rivoli, due comuni in cui i sindaci sono favorevoli all’opera. Cinque chilometri percorsi da migliaia di persone, 15mila per gli organizzatori e 4mila per le forze dell’ordine.
Politica e partecipazione
Grandi cambiamenti avverranno solo quando il pensiero della decrescita riuscirà a determinare una rivoluzione culturale in grado di contaminare la sfera politica! Per questo elaboriamo proposte politiche utili a riorientare gli obiettivi di tutti i partiti, oggi unicamente protesi a perseguire la crescita economica. Elaboriamo proposte attuabili a tutti i livelli, con particolare attenzione a quelle implementabili dal basso, dal nostro impegno di cittadini, specie nei piccoli comuni.
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Referendum Sardegna: un plebiscito contro il nucleare
I dati dello spoglio: su 1.368 sezioni scrutinate, pari a poco più del 75 per cento delle 1.820 complessive in Sardegna, i risultati parziali – sulla base dei dati forniti dai Comuni direttamente al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione – mostrano una netta prevalenza dei Sì, 97,64%, nel referendum consultivo regionale sul nucleare. A favore della presenza di centrali atomiche nell’isola si sono espressi, invece, il 2,35 per cento dei sardi.
Polveri sottili, l’Italia finisce sotto inchiesta davanti alla Corte di giustizia Ue
La qualità dell’aria nelle nostre città è pessima. Così l’Italia finisce sul banco degli imputati presso la Corte di giustizia europea e rischia una procedura di infrazione. I valori limite di particelle PM10 sono stati infatti superati anche quest’anno e non sono mai state adottate misure ecologiche adeguate. E visto che nessuna istanza di deroga è stata trasmessa a Bruxelles, ora potrebbe arrivare una maxi-multa.
Gestione scorie nel vercellese, ambientalisti diffidano la Regione Piemonte
A Saluggia l’impianto Eurex e il deposito Avogadro contengono l’85% delle scorie radioattive italiane. Sono principalmente in forma liquida e da 30 anni si trovano a due passi dalla Dora Baltea e a 1,5 km dal più grande acquedotto del Piemonte. Secondo molti esperti, i rischi di contaminazione sono enormi. Carlo Rubbia, dopo l’alluvione che nel 2000 sommerse parte dei depositi, affermò che si era sfiorata una “catastrofe planetaria”. Saluggia ospita anche 5 kg di plutonio: una quantità sufficiente a uccidere 50 milioni di persone.
Referendum, dopo la ‘par condicio’ in Rai la censura continua
Sembrava fosse andata a buon fine la questione degli spot sui referendum in Rai, con l’approvazione del testo sulla par condicio da parte della Commissione di Vigilanza ed il richiamo alla tempestività del Presidente Napolitano cui era seguita a breve la messa in onda dei primi spot. Ma gli ingranaggi oleati della censura avevano subìto in quell’occasione solo una piccola interruzione, per riprendere prontamente la loro attività.
Decreto Legislativo sulle rinnovabili: per fortuna che dovevamo promuoverle!
La politica energetica italiana è articolata, all’apparenza, in più direzioni, difficile trarne un filo conduttore esplicito, dichiarato, espressivo di una linea d’azione preponderante. E’ così da tempo. Il Decreto Legislativo n. 28 del 2001 (1) sulle rinnovabili si inserisce in questo contesto.
Il Governo italiano, i Governi italiani (sarebbe meglio dire), ci vanno, spesso, a nozze con tale approccio nel settore dell’energia e della c.d. legislazione ambientale.
Ecomafie, non Green Economy: il Salento in rivolta
«Aiuto, il Salento sta morendo». Di cemento? Sì, ma non quello dei soliti palazzi. Il nuovo nemico ha un nome suggestivo e ingannevole: green economy. Che per il “Forum ambiente e salute”, network di comitati e associazioni per la difesa del territorio, in Puglia fa rima con devastazione, malversazioni spregiudicate e persino infiltrazioni mafiose per il facile riciclaggio di denaro sporco. «La green economy industriale sta devastando il nostro futuro». Paradosso?
Il polmone verde del mondo sarà ufficialmente protetto per legge
Quasi metà della foresta amazzonica brasiliana sarà ufficialmente protetta dalla legge. A rivelarlo è uno studio socio-ambientale: il 44% dell’Amazzonia brasiliana si troverà sotto la diretta tutela del governo, in seguito all’annuncio del governo di Dilma Rousseff di voler creare numerose nuove aree protette. In teoria un’ottima notizia per la biodiversità e la territorialità indigena, se solo non fosse così drammatica la carenza di personale di sorveglianza: appena una guardia forestale per 1.800 km quadrati.
Altro che Bin Laden, ora Obama pensa al debito
Non appena si è diffusa la notizia dell’uccisione di Osama bin Laden, i prezzi dei titoli di Stato Usa a 10 anni sono crollati, spingendo molto in alto i rendimenti (cioè gli interessi che il governo degli Stati Uniti paga a chi compra i suoi titoli di Stato). Venuta meno la minaccia terroristica (ma sarà vero?), anche la domanda di prodotti finanziari “sicuri” diminuisce. Ma quello che è avvenuto è in realtà la spia di problemi strutturali.

