I fatti separati dalla morale

Giornali radio di ieri mattina: è successo questo ed è successo quello, e tra le altre cose è successo pure che abbiano arrestato il vice presidente della Regione Lombardia, accusato di corruzione per aver favorito lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, e un giudice calabrese, indiziato di essere colluso con la ‘ndrangheta.

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Europa a secco

La crisi del 1929 fu finanziaria. La crisi attuale, iniziata nel 2008, non è soltanto finanziaria. Alla creazione di immense quantità di denaro spazzatura basate sul debito e quindi inesistenti, vanno sommati il cambiamento del clima, che ha sempre più rilevanti aspetti economici, e la scarsità di risorse energetiche. La crisi è quindi una e trina. Finanza, ambiente, energia. E’ la fine di una civiltà (chiamiamola così…) che non può essere arrestata con i soli strumenti finanziari. E’ necessaria una grande visione politica, non bancaria. Va ripensato tutto.

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«Non paghiamo il debito», o «Noi il debito non lo paghiamo»? Non sarebbe meglio: «Il debito lo paghino i grandi patrimoni, i grandi profitti, i grandi redditi»?

Nel dibattito politico sulla crisi dei debiti pubblici che si svolge tra i movimenti al di fuori delle sedi istituzionali si utilizzano due slogan come se fossero equivalenti o intercambiabili: «Non paghiamo il debito» e «Noi il debito non lo paghiamo». In realtà, per quanto verbalmente simili, si tratta di due messaggi del tutto diversi e questa ambiguità genera una confusione su cui è necessario fare chiarezza.

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Ossimoro di Vita. Un manifesto umano

I fatti che stiamo vivendo in questi giorni sono profondamente connessi al mutamento occidentale avvenuto a cavallo della fine degli anni 80 e l’inizio dei 90. Il crollo comunista, la deriva maastrichtiana, la deregulation finanziaria, l’apertura commerciale di internet ed il risentimento ambientalista e anticapitalista, sull’onda lunga del post-strutturalismo franco-statunitense.

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Diventa tecnico anche tu

Nell’ambito del ritrovato spirito di sobrietà e coesione nazionale lungamente auspicato dalle più alte cariche dello Stato e dalle maggiori autorità civili, militari, religiose, finalmente realizzato dal governissimo che fa benissimo, l’intero Paese è chiamato a uniformarsi al nuovo afflato che soffia dai palazzi della politica, evitando smagliature e conflittualità atte a guastare il clima unitario e a ripiombar

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Manifesto per la terra e per l’uomo

Il 15 novembre è uscito in libreira il "Manifesto per la terra e per l’uomo" di Pierre Rabhi, algerino, nato nel 1938, il "contadino poeta" guru dell’agroecologia e fondatore dell’associazione Terre & Humanisme (http://www.terre-humanisme.org/)

Pierre Rabhi è un personaggio straordinario, una delle figure di riferimento per la cura e la tutela della terra. Il suo Manifesto è il libro più importante in uscita di add editore, ed è un nostro grande desiderio potere fare conoscere Pierre Rabhi in Italia

In allegato la scheda del libro.

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