Anche il mito del progresso come qualunque manipolazione psicologica necessita di essere costruito con cura attraverso l’uso smodato della demagogia, il condizionamento del pensiero e la creazione di suggestioni che siano in grado di influenzare l’immaginario collettivo fino al punto di farlo collimare con il disegno di coloro che gestiscono il potere.
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L’impianto nucleare di Sessa Aurunca: 23 anni per chiuderlo e mezzo miliardo di euro
Alla stazione quando chiedi per la centrale, la evocano con misura, distanza, quasi paura. Da queste parti lo chiamano mostro, l’impianto che ha smesso la sua attività nel 1978, dopo 33 anni è ancora lì ad agitare paure e timori della popolazione, nonostante le precauzioni di chi la gestisce. E’ chiusa, ma aumentano i costi di gestione, prelevati dalle tasche dei cittadini. Siamo a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, ai confini con il Lazio.
L’altro abitare: un ‘condominio solidale’ a Fidenza (Terza parte)
Di seguito la terza parte dell’intervista che Filippo Schillaci ha fatto ai membri del gruppo Ecosol di Fidenza, che stanno avviando un’esperienza di cohousing. In questa puntata Fulvia, Luca, Fabio e Lucio ci descrivono più dettagliatamente le caratteristiche del ‘condominio solidale’: dagli spazi agli arredi, dagli elettrodomestici all’energia.
Europa in rivolta contro le centrali nucleari. E la protesta “No Nuke” arriva anche in Svizzera
Mille studenti contro il nucleare: accade a Berna, dove i ragazzi hanno disertato la scuola per marciare sulla sede della società energetica che gestisce la centrale di Mühleberg, alla vigilia della storica decisione che il consiglio federale svizzero prenderà sul futuro dell’atomo (la discussione è prevista, appunto, per oggi). Sale così il vento di protesta contro il nucleare in tutta Europa.
Consumo
Ieri sera ero a Pavia, invitato da un’associazione studentesca (UDU) per parlare di consumo. Ringrazio i ragazzi che hanno voluto affrontare questo tema, oggi, sempre più contemporaneo. Gli studenti, egregiamente, hanno voluto introdurre il tema riproducendo parte di un’inchiesta, Buon appetito, di Michele Buono e Piero Riccardi andata in onda su Report.
Tav Torino-Lione, in da Rivalta a Rivoli: “Se iniziano i lavori blocchiamo il Giro”
Un appello alla mobilitazione permanente, dopo una prima prova di forza. A giorni potrebbero cominciare i nuovi sondaggi geognostici in Val di Susa, nella borgata La Maddalena di Chiomonte, e il popolo dei No Tav torna in strada con una marcia che da Rivalta arriva a Rivoli, due comuni in cui i sindaci sono favorevoli all’opera. Cinque chilometri percorsi da migliaia di persone, 15mila per gli organizzatori e 4mila per le forze dell’ordine.
Risorse naturali, ne consumiamo troppe. Entro il 2050 situazione al collasso
Ogni europeo consuma in media 16 tonnellate di risorse all’anno, mentre un indiano si ferma per ora a quota 4. Ma con l’attuale tasso di crescita economica globale, entro il 2050 il consumo di risorse naturali potrebbe esplodere, fino a diventare il triplo di quello attuale: 140 miliardi di tonnellate di minerali, metalli, combustibili fossili e biomasse. Che, ogni anno, verrebbero trasformate in prodotti destinati a non tornare più alla Terra, se non sotto forma di rifiuti o emissioni di CO2.
Mago Zurlì
Dev’essere stato l’entusiasmo del ddl sulla concessione delle spiagge voluto da un moribondo Governo Berlusconi a far spiegare le ali all’amministrazione comunale di Sorrento, e a far proclamare oggi dal suo sindaco Giuseppe Cuomo che : “Le nuove analisi effettuate dall’agenzia (ARPAC ndr) hanno evidenziato che lo stato di salute dello specchio d’acqua di Marina Grande è tornato alla normalità.
Referendum Sardegna: un plebiscito contro il nucleare
I dati dello spoglio: su 1.368 sezioni scrutinate, pari a poco più del 75 per cento delle 1.820 complessive in Sardegna, i risultati parziali – sulla base dei dati forniti dai Comuni direttamente al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione – mostrano una netta prevalenza dei Sì, 97,64%, nel referendum consultivo regionale sul nucleare. A favore della presenza di centrali atomiche nell’isola si sono espressi, invece, il 2,35 per cento dei sardi.

