Brutte notizie per i fautori delle energie non rinnovabili. Dopo il disastro di Fukushima, che ha dimostrato una volta di più l’estrema pericolosità del nucleare, arriva un’altra mazzata: il petrolio sale a 120 dollari al barile. Sono livelli che non si vedevano dai primi mesi del 2008, prima della crisi economica che ha colpito il mondo intero. Una crisi causata, secondo molti, proprio dall’improvviso innalzamento del prezzo del petrolio, e “servita” a riportare il prezzo del greggio a prezzi “accettabili”, sotto i 60 dollari al barile.
Gruppo Comunicazione MDF
- Alimentazione e Agricoltura
- Ambiente e Clima
- Attività Associative
- Autoproduzione e Saper Fare
- Beni comuni
- Bike Tour
- Cultura
- Economia
- Energia e Risparmio Energetico
- Femminismo ed Intersezionalità
- La Voce di MDF
- MDF International
- Mobilità e trasporti
- newsletter
- Non violenza e diritti umani
- Politica e partecipazione
- Rete di Reti
- Salute
- Scuola
- Stili di vita
- Studiare la Decrescita
FILTRO CATEGORIE
- Alimentazione e Agricoltura
- Ambiente e Clima
- Attività Associative
- Autoproduzione e Saper Fare
- Beni comuni
- Bike Tour
- Cultura
- Economia
- Energia e Risparmio Energetico
- Femminismo ed Intersezionalità
- La Voce di MDF
- MDF International
- Mobilità e trasporti
- newsletter
- Non violenza e diritti umani
- Politica e partecipazione
- Rete di Reti
- Salute
- Scuola
- Stili di vita
- Studiare la Decrescita
Tre referendum. Tre Sì
Ricognizione preliminare sulle consultazioni popolari del 12 e 13 giugno. Di cui finora si è parlato pochissimo, per un’evidente ostilità da parte dei grandi media e di chi li controlla. E di cui in futuro si comincerà a discutere per forza, ma con tutte le distorsioni che è facile aspettarsi
Libia, war game: raid franco-inglesi già pronti dal 2010
C’è un dittatore feroce, che regna col terrore su un “paese del sud”. Un giorno il dittatore cede il potere al figlio, e la situazione peggiora ulteriormente. A quel punto, entrano in azione i “buoni”, Francia e Gran Bretagna: che, con mirati raid aerei, intervengono per fermare i tiranni, padre e figlio. Gheddafi? Mubarak? Chi può dirlo.
Nel Golfo del Messico torna la marea nera, ma ancora non si sa se è petrolio
A quasi un anno dalla catastrofe che ha ammorbato per mesi l’Oceano Atlantico e le coste meridionali degli Stati Uniti, sulla superficie di quei mari è riapparsa una enorme chiazza scura nei pressi della Deepwater Horizon, la piattaforma della Bp che, esplodendo, ha provocato una delle peggiori catastrofi ambientali della storia.
Rischio apocalisse: rompiamo il silenzio su Fukushima
Ci sono rumori che servono a depistare e silenzi che servono per occultare. Forse è giunto il momento di rompere il silenzio atomico che ci sta avvolgendo, in una progressione concitata ma inesorabile. Forse è l’ora di iniziare a discernere quello che veramente si cela nel frastuono apparente delle notizie rapsodiche ed epilettiche che ci arrivano (o meglio, che ci fanno arrivare) da Fukushima. E soprattutto da quelle che dietro la favoletta mediatica dell’“agire maldestro”, e degli “errori umani”, non ci fanno arrivare.
Poveri? Ma che ricchi, anzi ricchissimi
Sono stato a Milano presso la fiera di “Fai la cosa giusta”, conoscevo questo evento di nome. Ho girato per gli stand dove si promuovevano prodotti biologici, applicazioni di buon senso e stili di vita coincidenti con la filosofia della decrescita felice. C’erano numerosi produttori di formaggi, salumi, pane, ortaggi, case editrici, alcune tecnologie utili, associazioni, comitati, gruppi di acquisto solidale etc.
Tokyo: Fukushima sarà smantellata. Mare radioattivo 4385 volte la norma
La centrale nucleare di Fukushima sarà smantellata. È la rassicurazione del premier giapponese, Naoto Kan, data nel corso di un incontro con i vertici del partito Comunista nipponico, in base a quanto riporta l’agenzia Kyodo. Un tasso di iodio radioattivo ben 4.385 volte superiore al limite legale è stato intanto registrato in mare, a 300 metri a sud dalla centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal sisma dell’11 marzo e dal successivo tsunami. Lo ha reso noto la Tepco, la società che gestisce la centrale.
Islanda: una rivoluzione nel cuore dell’Europa
Recentemente ci hanno sorpreso i fatti della Tunisia che sono sfociati nella fuga del tiranno Ben Alí, tanto democratico per l’Occidente fino all’altroieri e allievo esemplare del FMI. Tuttavia, un’altra· “rivoluzione” in atto da due anni è stata opportunamente censurata dai mezzi di comunicazione al servizio delle plutocrazie europee.
Fukushima sta per esplodere? Lo scenario da ‘giorno del giudizio’
Sebbene il governo giapponese e i media stiano facendo ogni sforzo per minimizzare il disastro nucleare, nell’impianto di Fukushima la probabilità di un altro incendio, un’altra esplosione mostruosa o una fusione del nocciolo aumenta di giorno in giorno. Il danneggiamento della centrale sta progredendo, esponendo così la salute di decine di migliaia di persone a un rischio incalcolabile.

