Alluvione in Veneto: conseguenze di una cattiva amministrazione

Sono di origini venete e ciò che è accaduto nella mia terra d’origine mi fa davvero male al cuore.
E’ vero che contro le catastrofi naturali ancora oggi l’uomo rimane in gran parte impotente, ma è altrettanto vero che le conseguenze di tale disastro sarebbero potuto essere state nettamente inferiori se gli amministratori avessero compiuto adeguatamente il loro lavoro e le popolazioni locali fossero state più partecipi ed attive nel monitorarli e all’occorrenza sanzionarli.

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Latouche a Taranto – La bottega delle idee

Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale di Taranto ha presentato un seminario con Serge Latouche, Professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Parigi XI, su “LA DECRESCITA COME VIA D’USCITA DALLA CRISI”.
Il relatore, autore di numerosi saggi che parlano della “decrescita”, ha relazionato, in un Salone degli specchi di Palazzo di Città finalmente gremito, ad un uditorio molto attento e interessato ad un argomento certamente innovativo.

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Prendi 3 paghi dopo

Perché i pochi agricoltori rimasti (quelli che coltivano la propria terra), pur avendo prodotti di qualità, hanno difficoltà a venderli?
La risposta rimanda a un fenomeno che con la conferenza “Prendi 3 paghi dopo” è stato approfondito lo scorso 30 ottobre dal circolo MDF di Urbania, esplorandone le cause e le  ripercussioni.

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No alle centrali nucleari: c’è ancora vita su questo pianeta

Ma chi l’ha detto che sia un male opporsi a un male, a maggior ragione se può pregiudicare il bene primario della salute, che ti entra direttamente nel giardino di casa? Con la formula “nimby” (“not in my backyard”, non nel mio giardino) i benpensanti condannano quanti, fra comitati di cittadini ed enti locali, si ribellano alle decisioni calate dall’alto in nome del cosiddetto “interesse nazionale”.

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Grandi opere inutili: il forziere della Casta, Pd incluso

Le grandi opere? Una truffa, per finanziare sottobanco la politica attraverso l’apertura di cantieri spesso inutili, e che non si chiuderanno mai. Parola di Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano. Strade e ferrovie: dopo la celebre lavagna presentata da Berlusconi a “Porta a Porta” con 19 “opere prioritarie”, il numero delle nuove infrastrutture è arrivato a 184 nuove voci, costosissime e per nulla prioritarie, ma sostenute anche dal centrosinistra.

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