Una politica della decrescita

Una politica della decrescita

Dal rapporto sulle attività Lipu del 2011 risulta che alcune tipologie di reato forestale sono fortunatamente in calo, come quelle in ambito Cites, Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (-24,5% rispetto al 2010), o della tutela di aree protette e paesaggio (-7,4%). Per altre, invece, la tendenza appare stabile o addirittura in crescita. Drammatico in questo senso è il dato relativo agli incendi, con 6.515 reati per un clamoroso incremento dell’83% e un ulteriore crescita registrata nei primi tre mesi del 2012.

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L’errata valutazione della ricchezza

Malgrado i numerosi successi conseguiti nel creare un’economia globale più integrata e stabile, il nuovo rapporto , redatto dal Gruppo di alto livello sullo sviluppo sostenibile (UN High-Level Panel on Global Sustainability) ammette il fallimento e l’incapacità dell’attuale ordine globale di implementare quei drastici cambiamenti necessari per una vera sostenibilità.

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Il buon senso che cresce

Ci sono almeno due dati importanti, uno aggiornato in tempo reale e l’altro annualmente, che dimostrano una cosa ovvia, il buon senso esiste e viene perseguito nonostante l’élite degenerata tenti di rallentare la reale crescita umana; un buon senso facilmente comprensibile dalla maggioranza dei cittadini molto meno dal “potere invisibile” poiché farebbe ridurre i profitti delle SpA aderenti al dogma della crescita infinita.

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Migrazioni climatiche, solo in Asia e Pacifico 42 milioni di sfollati negli ultimi due anni

Esplosione demografica e cambiamenti climatici non vanno d’accordo. Lo sanno bene le popolazioni di Asia e Pacifico, le due aree al mondo densamente popolate più colpite dal global warming. Lì, a causa dei disastri naturali legati al clima, solo negli ultimi due anni più di 42 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. E la situazione è destinata a peggiorare.

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Poligono di Quirra, venti indagati. Il pm: “Tumori dovuti alle esercitazioni militari”

Omissioni dolose, favoreggiamento, falso ideologico in atto pubblico e addirittura ostacolo aggravato alla difesa del disastro ambientale nel Poligono interforze di Quirra, Sardegna sud orientale. Attorno alla base più grande d’Europa, dove si testano armi e munizioni, si consuma il nuovo atto della Procura di Lanusei: ieri sono stati recapitati venti avvisi di conclusione delle indagini, partite più di un anno fa. Tra i destinatari ci sono generali, professori universitari, tecnici, fisici e addirittura il primo cittadino di Perdasdefogu, Walter Mura.

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