Si farà o non si farà l’inceneritore di Parma? La questione è negli ultimi giorni oggetto di un botta e risposta tra Pietro Vignali, sindaco della città, e Andrea Viero, amministratore delegato di Iren Ambiente, azienda che dovrebbe occuparsi della costruzione dell’impianto. Al primo cittadino che chiede chiarezza sui costi effettivi, Viero risponde sollecitando una presa di posizione: “il sindaco Vignali ci dica se il termovalorizzatore si fa oppure no.
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Il commercio mondiale si rifà il trucco. Per imbrogliare ancora
I media e la costruzione della realtà
L’importanza dell’informazione nella nostra società contemporanea è enorme, così come spaventoso si rivela il potere concentrato nelle mani dei grandi media che gestiscono la costruzione della realtà.
Quasi tutto ciò che conosciamo e travalica le mura della nostra casa, della fabbrica o dell’ufficio in cui lavoriamo e della ristretta cerchia dei nostri amici e delle nostre conoscenze non esiste nella sua vera natura, bensì in quella in cui i media hanno ritenuto di rappresentarlo.
Alle radici della cultura della crescita c’è la cultura del dominio
La recente pubblicazione in Italia di una raccolta di saggi di Marija Gimbutas [1], l’archeologa che più d’ogni altro ha contribuito a far luce sulle vicende che determinarono il corso della storia europea ai suoi albori, offre lo spunto per una riflessione sulle radici della cultura della crescita e del dominio con i cui devastanti effetti oggi ci troviamo ad avere a che fare.
No-Gronda: i genovesi boicottano l’ultima Grande Opera
Gronda? No, grazie. Genova non vuole la super-tangenziale da 5 miliardi di euro: costosa, devastante, inutile. Come la valle di Susa contro la Torino-Lione, ora anche il capoluogo ligure rifiuta la grande opera. Lo fa nel modo più esplicito: boicottando il Comune, che aveva organizzato una consultazione popolare per eleggere i rappresentanti di un Osservatorio sulla Gronda. Risultato: umiliazione. Su oltre 68.000 aventi diritto, solo 562 abitanti hanno votato, nonostante l’impegno del sindaco Pd, Marta Vincenzi. Alle urne, meno dell’1% della popolazione interessata. Uno smacco.
Perchè l’autoproduzione…
"Autoprodurre qualcosa,poco o tanto, non è un’Ecologia delle Contesse (per usare una espressione ironica del professore e studioso delle merceologie Giorgio Nebbia). E nemmeno l’Ecologia di Nonna Papera o quella delle Giovani Marmotte. Non è uno sfizio per chi ha tanto tempo o non è divorato dall’assillo del mondo che brucia. La sobrietà creativa come pratica di equa autogestione è un dovere "eco-sociale" e un piacere personale.
Legambiente e fotovoltaico a terra: i circoli contestano la dirigenza
Dai circoli di Legambiente parte l’allarme sul “fotovoltaico a terra” che comporta la perdita dei nostri terreni agricoli, facile preda degli interessi economici che derivano dai contributi statali, presenti ormai solo in Italia.
Meno (e condiviso) è meglio. Viaggio tra le nuove idee di consumo
Gli economisti li temono. I governi li osservano. I pubblicitari li studiano. Sono generalmente giovani, tecnologici, consapevoli, fiduciosi nei confronti dell’altro e vogliono vivere leggeri. Sono i consumatori del Nuovo Millennio. Sono i figli della generazione che ha fatto del consumo materiale e dell’accumulazione, il simbolo del proprio benessere. E ora che si sono fatti grandi, rifuggono il modello genitoriale per cercare stimoli e opportunità di ricchezza in altre e nuove forme di “avere”.
L’informazione spazzatura: 4 – L’inferno quotidiano della vita ecosostenibile
Una scelta di vita ecosostenibile? E’ un inferno. Ce lo dice Ilaria Sacchettoni che ci ha provato, o così afferma, per una settimana piena (così tanto?) e ce ne racconta le conseguenti disavventure, giornata dopo giornata, lungo un’intera pagina del Corriere della Sera.

