Lo scippo dei referendum: dopo il nucleare, l’acqua?

Dopo il clamoroso dietrofront sul nucleare per paura del voto concomitante sul “legittimo impedimento” salva-premier, ora il governo esprime dubbi anche sul referendum che riguarda l’acqua. L’appuntamento è per il 12-13 giugno, ma il ministro dello Sviluppo Paolo Romani spiega che «anche su questo tema di grande rilevanza probabilmente sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo».

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Nucleare: il governo fa retromarcia… a metà

Palazzo Chigi ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus l’abrogazione di tutte le norme per la realizzazione degli impianti. Ma ci sarebbe il trucco. Secondo il WWF "si abrogano solo le disposizioni sottoposte a referendum ma non l’intero complesso di norme sul nucleare". Un modo come un altro per depotenziare i referendum del 12 e 13 giugno.

Stop al programma: inserita nella moratoria l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di nuovi impianti. E potrebbe decadere il referendum.

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Nucleare, retromarcia del governo. Berlusconi ora ha paura delle urne

Sul nucleare “il governo ha avviato una pausa di riflessione”. Parola di Giulio Tremonti che l’altro giorno, durante il Consiglio dei ministri, ha annunciato quello che in realtà già tutti sapevano. Che il programma di costruzione delle centrali nucleari è sospeso. Ora però è tutto scritto nero su bianco: non si deciderà niente riguardo alla localizzazione dei nuovi impianti fino al 2013.

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Libia, war game: raid franco-inglesi già pronti dal 2010

C’è un dittatore feroce, che regna col terrore su un “paese del sud”. Un giorno il dittatore cede il potere al figlio, e la situazione peggiora ulteriormente. A quel punto, entrano in azione i “buoni”, Francia e Gran Bretagna: che, con mirati raid aerei, intervengono per fermare i tiranni, padre e figlio. Gheddafi? Mubarak? Chi può dirlo.

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Merkel sconfitta dai Verdi. Troppo tardi per l’inversione sul nucleare

È arrivata troppo tardi l’inversione di marcia di Angela Merkel sul nucleare, a ridosso dell’emergenza scattata dopo il disastro giapponese e l’incidente di Fukushima.

Il partito democratico-cristiano guidato dalla cancelliera tedesca, infatti, ha subito una netta sconfitta elettorale da parte dei Verdi alle elezioni amministrative nella regione del Baden-Wuerttemberg.

44,3 per cento dei voti alla coalizione della Merkel contro il 47,3 per cento dei voti a verdi e socialdemocratici. Queste le prime stime.

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Raid contro il Colonnello, forze speciali inglesi già in Libia

«Centinaia di soldati delle forze speciali britanniche Sas sarebbero in azione da almeno tre settimane in Libia al fianco dei gruppi ribelli», afferma il 20 marzo il quotidiano “Sunday Mirror”. Due unità di incursori, soprannominate “Smash” per la loro capacità distruttiva, avrebbero «dato la caccia ai sistemi di lancio di missili terra-aria di Muhammar Gheddafi», i Sam 5 di fabbricazione russa, «in grado di colpire bersagli attraverso il Mediterraneo con una gittata di quasi 400 chilometri».

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Trappola radioattiva: solo il referendum ci salverà

Mentre il Giappone commuove il mondo lottando con la forza della disperazione contro i reattori “impazziti” di Fukushima e l’Unione Europea ormai parla apertamente di «rischio apocalisse», preparandosi a rivedere – e poi archiviare? – l’energia atomica sul vecchio continente, il governo italiano non fa una piega e insiste: vuole le nuove centrali, ripete, anche se in tre anni non è andato oltre i proclami e le stesse Regioni promettono barricate contro i futuri impianti.

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